Niente più Airbnb a New York: la start-up sarà presto fuorilegge

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Tutti noi viaggiatori ormai conosciamo il fenomeno Airbnb, che offre numerosi alloggi a prezzi contenuti. Questo portale mette in comunicazione chi necessita di una sistemazione temporanea con chi ha la possibilità di affittare uno spazio extra. Ma questo nuovo business potrebbe essere presto bandito da New York.

Ebbene si…nella Grande Mela sarà vietato affittare appartamenti o camere tramite Airbnb. La decisione non è stata ancora resa definitiva, ma le intenzioni sono forti e l’iter è stato avviato. Se il governatore dello Stato di New York firmerà il provvedimento, potranno essere erogate multe fino a 7500$ a chi pubblica i propri annunci sul portale. Un duro colpo per Airbnb, che potrebbe rinunciare ad una importante fetta del proprio mercato con i suoi 46000 affitti ogni anno.

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Ma qual è il motivo di questa decisione? Dal 2010, per lo stato di New York è illegale che un cittadino affitti il proprio appartamento per meno di 30 giorni. Ciò perché equivale ad una sorta di gestione di fatto di un hotel “illegale”. E questa norma potrebbe diventare il peggior incubo degli oltre 40000 alloggi affittati nella metropoli.

Ma davvero Airbnb chiuderà a New York?

Ma Airbnb ha risposto alla legge newyorchese con il dialogo, promettendo nuove regole interne che limiteranno, per esempio, la pratica diffusa di affitti multipli da parte di un solo affittuario. In sostanza verranno posti dei limiti agli utenti della piattaforma, impedendo loro di offrire in affitto più di un appartamento. Il tutto aggiungendo ben 90 milioni di dollari di imposte per il solo 2016.

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Tuttavia il problema continuerà a persistere, soprattutto per gli albergatori. La lotta iniziata negli Stati Uniti è dovuta anche ad una serie di conseguenze che si riversano sul mercato immobiliare. Pare infatti che negli ultimi anni, numerosi utenti americani hanno investito in immobili unicamente al fine di proporre affitti brevi sul portale online, ottenendo interessanti guadagni. Una conseguenza mal vista, soprattutto nei confronti di un mercato in crisi, che penalizza i giovani ed i precari.

Il problema di Airbnb non è solo il mancato pagamento delle imposte inerenti agli affitti brevi, ma anche alle conseguenze che si riversano sul mercato immobiliare.

Anche in Italia ci sono state diverse proteste…tuttavia non sono intervenuti gli albergatori in prima istanza. L’attenzione ad Airbnb deriva direttamente dalle istituzioni e dal fisco, che stanno studiando un metodo per registrare le entrate derivanti da questi affitti brevi. La start-up infatti ha riscosso grande successo anche nel nostro paese: la classifica in Italia è guidata da Roma con 23.889 alloggi Airbnb, seguita da Milano (13.200), Firenze (6.715), Venezia (5.166) e Napoli con 3.040.

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Cosa ne pensate voi? Avete mai usufruito di Airbnb? Sicuramente è ingiusto frenare questo fenomeno di sharing economy, che sta riscuotendo notevole successo. Al tempo stesso bisogna raggiungere un’intesa per non compromettere l’intero settore del turismo. Sarà raggiunta presto una soluzione?

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